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Quando l’amante deve risarcire i danni

Tribunale di Padova – Sezione Civile – Sentenza 24.06.2021 n.1308

L’amante pur non essendo  soggetto all’obbligo di  fedeltà  coniugale, in quanto terzo rispetto ai coniugi,  e  non  potendo  quindi  essere  chiamato  a  rispondere  per  la  violazione  di  tale dovere,  può, però,  assumere  il  ruolo  di  corresponsabile  quando,  in  forza  della  propria  condotta,  e  avuto  riguardo  alle  modalità  con  cui  si  è  svolta  la  relazione  extraconiugale,  abbia direttamente  leso,  ovvero  abbia  concorso  a  violare,  diritti  inviolabili  quali  la  dignità  e  l’onore  del coniuge tradito, affermandosi che ciò possa riscontrarsi laddove egli si sia, ad esempio, vantato della propria  conquista  nel  comune  ambiente  di  lavoro  o  ne  abbia  diffuso  le  immagini  nei  confronti  di terzi.

 E’ evidente che, al pari di una qualsiasi richiesta risarcitoria, spetterà al coniuge tradito l’onere di  provare  le  predette  circostanze  ed  altresì  il  nesso  di  causalità  tra  la  condotta denunciata  e  il  danno  lamentato  in  assenza  dei  quali  l’amante  andrà  esente  da  responsabilità essendo il suo comportamento inidoneo a integrare gli estremi del danno ingiusto ex art. 2043 c.c., essendosi  egli  limitato  ad  esercitare  il  diritto,  costituzionalmente  garantito,  alla  libera  espressione della propria personalità che si concretizza anche nella libertà di scelta del partner amoroso.